Xplosiva

Felici esordienti

Fine Novanta, primi Duemila. La produzione visiva di Bellissimo scandisce gli appuntamenti della scena del clubbing torinese, ai tempi esplosiva. Sono flyer, allora meglio volare alto.

Da qualche parte bisogna pure cominciare. Prima dell’affermazione internazionale del festival Club to Club, poi C2C, l’associazione Xplosiva animava la vita culturale notturna di Torino con set di ospiti internazionali o del suo “clubbing system”. Bellissimo, allora alle prime arti, creava l’immaginario visivo di quel mondo, affidando la comunicazione delle serate a una serie pressoché infinita di volantini.

Visioni taglienti, poetica urbana, domande spiazzanti e neologismi: settimana dopo settimana prende vita, e subito evolve, un linguaggio più interessato a provocare che a promuovere — ma ovviamente le due cose andavano, e ancora vanno, di pari passo. Di mano in mano, le cartoline rimangono nei ricordi di una generazione di (ai tempi) giovani torinesi, che da allora reputerà irripetibile la forza creativa di quel periodo. C’è di più, chiaramente.

“Bellissimo mi ha punto”, “Bellissimo canta una semplice canzone”... Ai tempi lo studio sceglieva di firmare i propri lavori inserendo non solo il nome, ma brevi frasi — sempre con lo stesso tono di voce fra il mistero e l’ironia.

La libertà grafica è inversamente proporzionale al budget, si sa. Ma quella lunga stagione di ricerca e sperimentazione, a cui presto si affiancano i progetti per istituzioni locali e grandi aziende, ispira ancora l’approccio visivo e progettuale di Bellissimo, capace di portare questo slancio evocativo, se non surreale, in tanti altri contesti. Con il senno e i budget di poi, non poteva esserci inizio migliore.