Club to Club 2012

Un salto al festival

Un segno appare in cielo. È l’immagine mutevole di #C2C12, dodicesima edizione del festival di musica elettronica Club to Club.

Un segno composto di forme elementari si staglia nel cielo o su sfondi materici non meglio identificati. Un’immagine semplice, immediata, che fa appello alla nostra memoria iconica, alla nostra esperienza atavica — uomini che guardano il cielo e cercano di interpretarne i segni. Un’immagine che in un primo momento sappiamo leggere, ma che allo stesso tempo ci mette di fronte a un interrogativo. Che cos’è? Da dove viene? Perché sta lì? Cosa significa?

Partendo dallo stimolo principe dell’educazione alla visione —“noi vediamo quello che siamo capaci di vedere”— per l’identità e la campagna di Club to Club 2012, Bellissimo torna a usare il linguaggio visuale che più gli appartiene: evocativo, surreale, sperimentale.

Il segno che sta al centro dei manifesti, dei vari flyer e video che promuovono il festival è un hopscotch, come è chiamato fra i cortili di New York il gioco della campana (quello che i bambini disegnano per terra col gessetto per poi saltellarci sopra). Questo è disegnato ad hoc per #C2C12, e per questo ha dodici caselle.

Ma il simbolo non è soltanto gioco e numerologia. L’hopscotch diventa il totem attorno a cui raccogliere il pubblico fedele all’evento. “L’identità visiva è studiata per colpire, suggestionare e aggregare non solo i più appassionati, ma anche i nuovi adepti, attorno a un segno di riconoscimento”, dice Luca Ballarini, fondatore e direttore creativo di Bellissimo. “Non a caso, a livello verbale, abbiamo suggerito al direttore artistico del festival di trasformare l’acronimo in un hashtag: #C2C12 diventa qualcosa da seguire”.

Immagini dal libro We Call It Avant-Pop (2024), che racconta i primi 20 anni di C2C Festival. Foto di Andrea Macchia